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Di quando ho capito come gestire i miti milanesi

Se c’è una cosa che capisci quando sei a Milano è che si vive di tanti miti.

I miti milanesi sono quei trend che vanno per le lunghe che tutti devono provare almeno una volta nella vita: il posto dove mangiare un panino con il pesce, gli avocado toast da fotografare sulle piastrelle, la scalinata con la scritta WC, la parete dorata e lei… la storica piscina Caimi dei “Bagni Misteriosi”.

Ora, a Milano c’è questa tradizione igienica di andare durante l’estate in piscina. Questo perché un difetto a questa città dovevamo trovarlo ed è quello di non avere il mare.

Il mare più vicino è in Liguria e ovviamente se non hai un amico con casa lì i costi diventano spropositati per una giornata di mare fatta di 4/5 ore di macchina.

Non sono mai stato fan delle piscine, l’ultima in cui sono andato è stata chiusa per un periodo a causa di muschio sul fondo della vasca. Ma quando I. ci si mette sa sempre come farmi cambiare idea.

Per questo in un pomeriggio di sabato, di un luglio molto afoso decidiamo di andare. Arriviamo ai Bagni Misteriosi intorno alle 14:00 e vediamo già una fila non indifferente:

“Purtroppo la piscina è piena quindi dovete aspettare la gente da dentro che esca in modo da poter rispettare le misure di sicurezza”.

Benissimo dico io. Ecco un motivo per iniziare a maledirmi.

35°C sotto il sole con i nebulizzatori che spinti dal vento non arrivano nemmeno a sfiorarmi i quattro peli rimasti in testa. Guai a chi fa la battuta sulla mia nanezza.

Con I. quindi decidiamo di restare e nel frattempo notiamo una cosa: stiamo partecipando agli HUNGER GAMES, da noi rinominati BAGNI MISTERIOSI GAMES.

Qui è una dura lotta a chi resiste al caldo torrido e alle cretinate che la gente spara mentre è in fila.

Qualcuno dopo un po’ che attende comincia a mollare la presa:

“Basta, io vado a casa” 

“ah, come ti capisco” – penso tra me e me.

“No, guarda il bambino si prende qualcosa ci rinuncio”

“Ah, come vorrei essere quel bambino” – continuo a pensare

Finalmente dopo un’ora di selezione naturale, entriamo in questi famigerati bagni.

Spogliatoio, cambio costume e via. ECCO LA PISCINA!

Senza dubbio una delle piscine più belle che abbia mai visto. Sembra un sogno, come quelle che si vedono su Pinterest o su Instagram nelle case dei ricchi.

In effetti sembra proprio che abbiano scelto il marmo e i colori proprio per renderla instagrammabile™.

Roba che pure un bicchiere a bordo piscina potrebbe sembrare un’opera d’arte:

(scherzo, non è vero. La foto è pazzesca perché Elena è brava, ma i colori della piscina sono veramente instagram friendly).

Passiamo la giornata in mezzo a gente ordinata, educata, la quale non infastidisce per niente e anzi sembra avere anche rispetto dei tuoi spazi. E forse è qui che capisco il motivo di questo mito milanese.

Quindi come ho capito come gestire i miti milanesi? Semplice! Basta non crederci, bensì viverli. D’altronde ha più senso criticare un’esperienza una volta vissuta, no?

Ecco un altro scatto, oltre a quello dell’immagine copertina del post, scattato alle Piscine Caimi.

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