Di relazioni e di aspettative positive

Che hai fatto ieri sera?
eh, ho visto una persona…
Ah bene, … zan zan?
In realtà abbiamo cenato fuori poi un giro a piedi per Brera, Gae Aulenti fino a Repubblica una birra e poi a casa.
Ah.

“Ah”, questa è la risposta che ricevo sempre dai miei amici quando non faccio ciò che si aspettano.

Il problema è che questa risposta ultimamente sta capitando spesso e io ne sono felice. O forse no?

Da una parte sono contento del fatto che il mio comportamento non sia prevedibile, dall’altra mi chiedo se i miei amici mi conoscono davvero.

La verità è che è successa quella cosa in cui ho capito che la mia vita non poteva essere fatta di soli primi appuntamenti aka prendiamoci un caffè aka … vabè ci siamo capiti, e poi tutti a casa.

Negli ultimi mesi è scattata in me questa cosa di provare a capire l’altra persona veramente, e che se voglio una relazione devo conoscere una persona non per quello che mi sa dare fisicamente ma per quello che mi sa dare. Punto.

Non sto parlando ovviamente solo di una relazione vera e propria a livello sentimentale ma di relazioni a tutti i livelli: che sia la persona della mia vita, il mio compagno di viaggi, la mia migliore amica, la mia collega.

Ho cercato di seguire (e sto ancora oggi cercando di farlo) delle “semplici” regole, per avere delle perfette relazioni.

Alan Downs le elabora in The Velvet Rage che vi consiglio di leggere (non fatevi ingannare dal sottotitolo, è un manuale di vita per tutti etero e non)

Tornando alle regole, le più importanti per me sono 9, 1 in meno rispetto ai comandamenti.

E sì, quell’1 in meno mi dà fastidio!

Per questo ho trovato una soluzione proprio alla fine dell’articolo. Intanto cerco di sopportarlo giusto il tempo di raccontarvele:

1) Non lasciare che i tuoi gusti sessuali influenzino le tue relazioni

Parto con una grossa lezione che ho imparato qualche tempo fa. Venendo dalla provincia repressa e regressa a volte venivo colpito più dalla pulsione sessuale che una persona riuscisse a darmi rispetto a quello che diceva e potesse darmi come insegnamento.

Questa cosa a molti suonerà strana ma per alcuni potrà invece essere familiare.

Ultimamente non ho voglia di pensare ai primi appuntamenti come momenti in cui alla fine andrò a letto con quella persona prima o poi, bensì un modo per circondarmi di gente stimolante. Non voglio fare il santarellino, sto solamente dicendo che voglio prendere coscienza del mio corpo e della mia intimità. Da quando l’ho fatto sono riuscito ad avere amicizie più durature rispetto a prima. Sarà un caso?

2) Non guardare solo la parte negativa dell’altro

Ne ho parlato già qui di tutta la rabbia che vedo in giro soprattutto nei social. Voglio pensare che quella rabbia dipenda tanto da un dolore avuto nel passato. Ho deciso di non rispondere con la rabbia ma con gentilezza e un sorriso. In cambio ho ricevuto un abbraccio e un’apertura che mi ha portato a capire meglio con chi avevo a che fare.

3) Responsabilizzati

Nelle relazioni a tutti i livelli succede che ci si arrabbi e si litighi spesso. Capita soprattutto che si risponda a tono presi magari dalle emozioni del momento. Niente di più sbagliato. Quando sento di avere un’emoziono molto negativa cerco prima di placarla, poi la analizzo e solo allora rispondo. Prendo prima consapevolezza di quali sono le mie responsabilità e colpe e solo dopo capisco in che modo l’altro mi sta attaccando. Sempre che invece non sia il contrario.

4) Proteggiti

No non sto parlando di protezioni anti concezionali e/o anti malattie sessuali (che comunque dovrebbero essere sempre prese in considerazione). A qualsiasi livello delle relazioni proteggi te stesso e fai entrare nella tua intimità solo le persone che ritieni giuste. Fidarti e soprattutto affidarti ciecamente della prima persona che capita potrebbe essere altamente rischioso, per te stesso e per i sentimenti che potresti provare. Che poi niente di più bello nello scoprirsi lentamente senza alcuna fretta.

5) Dai una valutazione valida (e non valutare mai ciò che non ritieni valido).

Investire nelle relazioni richiede tanto tempo, fatica e soprattutto investimento di sentimenti. Quando ritieni che una persona sia veramente valida faglielo sapere. Il rispetto soprattutto se reciproco è alla base di ogni relazione. Il “grazie per la serata” o il semplice “grazie” generico non è un tuo nemico ma un tuo alleato.

6) Stai sulla tua strada

Sono io responsabile delle mie azioni e del mio modo di essere. Quando non ci si sente perfetti perché grassi, brutti, inadatti non diamo la colpa agli altri perché ci rendono tali.

+ sono grasso

– mi fai diventare grasso

7) Non sparlare, parla

Quando c’è qualcosa che non va nelle relazioni è sempre meglio parlarne. Non vale la pena lamentarsi con gli altri di come le cose potrebbero andare meglio. Condividere con l’altro le proprie preoccupazioni aiuta sempre, dopo un periodo di destabilizzazione si va verso la strada giusta. Se si ha voglia di farlo insieme altrimenti meglio andare ognuno per la propria strada.

8) Sii onesto

Soprattutto con te stesso. Non cercare di dare l’impressione di essere qualcosa che non sei: primo perché gli altri potrebbero non vedere in te questa tuo non essere, secondo perché una volta svelato strapiombi in un vortice di negatività e solitudine. E questo non fa bene.

9) Perdona invece di rimpiangere

La rabbia si sa a volte fa brutti scherzi e ci fa dire cose che non vorremmo. Di questo ho già parlato nel punto 3 ma una cosa bisogna dirla: non rimpiangere nulla. Non pensare a quello che avresti potuto dire o fare. Piuttosto analizza tutto e perdona. Troppa fatica provare odio e vivere nella negatività.

L’ultima regola? Voglio pensare che sia una che racchiuda tutti i consigli “Sii felice”. Ma veramente.

Ti senti giù? Rispondi con un sorriso, forzato ma sorridi.

È la più grande arma che ho scoperto di avere e la sfoggio, quando anche solo ho un motivo in più per non pensare alle piccole cose negative che mi circondano.

Come il fatto di essere single, nonostante tutto.

3 Risposte a “Di relazioni e di aspettative positive”

  1. 10 punti piu’ che validi. Per come la vedo io questa metamorfosi che punta sulla qualita’ e non sulla qualita’ si chiama invecchiare (o diventare grandi!). In primis prendere coscienza di chi siamo e di cosa vogliamo veramente – e’ un percorso lungo e a volte molto faticoso – e di li’ entrare in una sorta di empatia e grande selezione all’ingresso per scegliere le persone di cui vogliamo circondarci veramente. Nutrirci di energia positiva e proteggerci (fisicamente ed emotivamente).

    “Sii felice”. Migliore augurio ever! 🙂

  2. Ovviamente volevo scrivere qualita’ e non quantita’ ma evidentemente il mio subconscio gioca ancora brutti scherzi!

    1. Grazie mille Cristina. Sembra abbia centrato il tema, ma a questo punto mi sa che sarà il caso di andare a comprare un antirughe. Hai ragione tu, forse sto diventando grande. 😀

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