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L’anno che verrà: propositi da non fare per vivere meglio

No, non sarà l’ennesimo post su quello che voglio accada per l’anno che verrà, di propositi mai mantenuti.

L’anno scorso in questo periodo stavo iniziando a farli e poi mi sono detto: sai che c’è per quest’anno non voglio averne di propositi, di speranze, di obblighi e di fallimenti.

Quest’anno voglio viverla così.

Il 2016 è finito con un evento di rottura nella mia vita: l’abbandono dell’agenzia, di alcune amicizie e di soprattutto alcune situazioni sentimentali che mi trascinavo da tempo che ho deciso di non voler programmare niente.

Perché proprio quando mi sono messo a programmare è arrivato il fallimento e quell’attesa non corrisposta.

Quindi com’è andato quest’anno?

È stato un anno per certi versi strano, proprio grazie a questa non programmazione.

È stato un anno di relax, di benessere e di momenti con amici veri.

È stato un anno nuovi inizi, nuove sfide e nuove consapevolezze di quello che sono e di quello che sarei potuto diventare.

È stato un anno della programmazione di un viaggio che mi ha reso più vicino alle persone che mi hanno accompagnato ma ancor di più alla persona che voglio essere.

È stato un anno di obiettivi raggiunti a lavoro, quello nuovo, quello che adesso mi permette di avere una vita come voglio.

È stato l’anno di questo blog, che avrei voluto curare di più ma che mi ha reso più vulnerabile e aperto agli amici che spesso ignoro o poco considero nelle mie situazioni personali.

È stato l’anno in cui ho ottenuto più risultati nella mia salute, in cui mi sono messo in gioco e ho superato alcuni fantasmi che mi privavano di voler fare alcune visite rimandate da troppo tempo.

È stato l’anno dello sport, della passione ritrovata per un hobby che sta diventando parte integrante della mia vita proprio perché mi sta dando risultati e soddisfazioni. Perché finalmente non mi pesa svegliarmi presto o andare dopo una dura giornata di lavoro; come questo blog ho trovato il mio sport preferito e un gruppo fantastico con cui relazionarmi seppur distante da quello che sono e da quello che ho pensato di essere.

È stato un anno di amicizie abbandonate, di amicizie consolidate che sono sempre più punto di riferimento e anche di amicizie nuove che mi riempiono ogni giorno con qualcosa di nuovo. 

È stato anche l’anno di fallimenti.

Primo fra tutte nelle relazioni: 3 frequentazioni andate male perché ero troppo sicuro di me e di quello che volevo. Difficile da pensare ma a quanto pare ho un lanternino che funziona molto bene. Se volete posso pure prestarvelo, conto di non usarlo nell’anno che verrà.

È stato un fallimento anche in quella promessa che mi ero fatto e non ho ancora attuato dopo 29 anni: per rispetto mio e delle persone che mi amano più di tutte. ce la farò, devo. Per me e per loro.

È stato l’anno in cui non ho smesso di arrabbiarmi per cose inutili. La perfezione non esiste né in me e nemmeno negli altri. Inutile pretenderla.

 

Insomma un anno pieno ricco che rivivrei così com’è. Perché anche quest’anno sono arrivato ad una maturità che mi permetterà di vivere il prossimo ancora meglio. Il 30esimo per l’esattezza. Che figata!

Allora avanti tutta con questo nuovo anno, ché di cose da migliorare ce ne sono tante e da tenere strette ancora di più.

A me e a voi un buon anno ricco di esperienze vissute a pieno, belle o brutte che siano.

PS: ovviamente nessun proposito per il prossimo anno, sarei stupido a pensarli dopo la meraviglia di questo appena passato senza averne fissati l’anno scorso.

 

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