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Di quando ho capito come essere felice

Ci sono giorni in cui si fa fatica ad essere una persona felice per via dell’umore, altri invece in cui questo malessere dipende da una propria condizione

In questi giorni è scoppiato un caso sui social riguardo un video pubblicato da Freeda (uno dei prodotti editoriali più interessanti di quest’anno nel panorama social italiano).

Ecco il video:

 

Sostanzialmente il caso è scoppiato perché la gente ha visto in tutto ciò una giustificazione nell’essere obeso o in sovrappeso e nell’accettazione di tutto ciò.

Ora io sono un ex grasso (non obeso per fortuna) e Dio solo sa quanto ci è voluto per accettarmi così come sono.

Mi spiego meglio.

Da piccolo ero quello che diceva a mamma di aver fatto merenda con lo yogurt… e una fettina di carne. Ovviamente quella fettina era riposta in frigo per la cena.

Col tempo ho imparato a educare il mio corpo e il mio cervello a capire di cosa veramente avessi bisogno e cosa non.

No, le patatine sulla pizza non riesco proprio a evitarle, lo so. Scusatemi.

In merito a ciò oggi @valefatina di Brodo di Coccole, la quale nelle sue stories di Instagram, racconta il disagio che prova nel vedere sugli shop online per taglie forti vestiti orribili.

Tutto nero, largo, deforme con stampe improbabili che nemmeno mia nonna con gli sconti al mercatino di Rosolini.

Mette in luce il fatto che vorrebbe vestire con dei colori, per mostrare a tutti quanto bene e a suo agio si trovi con qualche chilo di troppo. Che si può essere una persona felice anche nel combattere questa battaglia contro l’obesità/accettazione del proprio corpo.

Per quanto riguarda la mia esperienza sull’essere felice:

Ho notato, ad esempio, che negli ultimi due anni ho iniziato a vestire con outfit che tendono al nero, al basico a qualcosa che non sia eccessivamente vistoso proprio per non dare nell’occhio.

E sia chiaro io non sono grasso adesso, ho giusto quel rotolino da punzecchiare la domenica pomeriggio quando sto guardando la mia serie preferita su Netflix.

Forse questa mia non “eccessività” dipende dal fatto che non volevo far vedere determinate curve. Di cui tuttora non vado molto orgoglioso.

Col tempo, grazie alla mia forza di volontà e all’attività fisica sono riuscito ad accettarmi. Forse è per questo che adesso riesco a girare in casa senza maglia o in canotta senza vergognarmi. O quasi.

La verità è che questi sono temi abbastanza seri e che spesso si sottovalutano. Proprio come ha fatto l’uomo nel video di Freeda mandando un messaggio di sfottò al suo amico.

Utilizzare termini come curvy, obeso, grasso, per alcuni possono essere ancora dei taboo. Quando si parla di ciò prima di tutto non puntiamo il dito verso qualcuno, ma cerchiamo di capirlo.

Dovremmo imparare ad amarci di più per come siamo e come sono gli altri. Poi certo giusto mantenere uno stile di vita più salutare possibile, ma cerchiamo di non giudicare l’altra persona per quel che è.

Sembra una battaglia la mia, lo so. È il terzo post di seguito in cui dico di cercare di andare oltre e di avere delle esperienze più complete possibili.

La mia risposta? Un’altra domanda: volete davvero vivere una vita fatta di superficialità e di pregiudizi?

Bene rispondetemi voi a questa domanda. Visto che ormai ho perso fiato e tempo per queste cose inutili. Come la vostra opinione: superficiale.

Ora scusatemi torno a farmi delle patatine e ad essere comunque felice.

PS. Questo post vale anche per la “troppa magrezza” di alcune persone. Lo so che siete lì risentiti. Ecco questo post vale anche per chi fa fatica a ingrassare o comunque a mettere su qualche chiletto.

 

2 Comments

  • Massimo

    Ho vissuto la mia infanzia e, peggio, l’adolescenza, con i chili di troppo. Ora, a 45 anni, li tengo faticosamente a bada. Non saprò mai se la mia vita “da magro” sarebbe stata più felice. Sono troppe le variabili per giungere a questa conclusione. Siamo fatti di tante “cose” ed il fisico è solo una di queste. Imparare ad amarsi è un processo difficile e che ha bisogno ogni giorno di taratura. E comunque io mi sento fortunato. Sovrappeso ma fortunato. Anche di aver letto questo tuo pensiero.

    • Vincenzo

      ecco diciamo che tutto sta nel volersi accettare come si è: sia fisicamente sia caratterialmente. Poi magari non ci andiamo più bene, e allora via nuovo giro e nuova corsa. L’importante a mio parere è evolversi sempre e comunque. Grazie per il tuo commento Massimo.

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