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Di quando sono riuscito a superare una mia paura

Tutti hanno paura di qualcosa, immateriale o materiale che sia ma la paura è un sentimento che in fondo ci accomuna tutti.

C’è chi ha paura dei rettili, degli insetti, di volare, di farsi male e di farsi un piercing.

Io rientro nell’ultima categoria. Sia chiaro, non è la mia unica paura e starò qui adesso a raccontarvene alcuni ma questa del piercing è particolare e sapete perché? Perché oggi ricorre un anno da quando sono riuscito a superarla e a fare finalmente il mio primo piercing.

Ho sempre voluto fare un piercing, c’è stato il periodo del sopracciglio, del lobo dell’orecchio, dell’orecchio sulla parte alta ma alla fine la mia paura l’ho superata con un piercing al capezzolo.

Tutto è iniziato grazie a una sponsorizzata su Facebook (uno di quei post a cui siamo sempre esposti) e all’offerta di un studio di tattoo e piercing proprio sui piercing.

Apro il link, leggo, controllo il sito, leggo recensioni, ripenso ai miei propositi per l’anno nuovo (tra cui uno di questi era il piercing oltre al fare più sport) e tac. Preso!

Vengo richiamato da parte dello studio solo dopo qualche ora, fisso l’appuntamento e vado.

Entro nello studio, un grande spazio con stanze interamente di vetro che ti fanno vedere cosa sta succedendo all’interno (persone tatuate e piercing varie, cosa vuoi che succeda?!).

Mi fanno accomodare e mi raccontano un po’ di quello che avrebbero fatto.

“Lo vuoi obliquo o in orizzontale?”

“Preferisco obliquo.” – rispondo.

“ok!” – mi dice.

Prende un ago appuntito, disinfetta in realtà sto cercando di capire come farà quell’ago ad entrare e in men che non si dica mi sento dire:

“Pronto? al mio 3 vado: 1, 2” – ZAC

“TREEEEEEEE” – urlo a bassa voce per non farmi sentire dalla altre stanze.

“Ecco fatto! Disinfetta in questo modo tutti i giorni per un mesetto circa e andrai bene.”

Mi guardo giù e vedo un piercing.

Sul mio corpo.

Il mio.

In realtà non so quand’è che sia successa questa cosa per cui ho avuto paura dei piercing. Credo che più che paura del dolore si tratta di paura del pregiudizio.

Vi ricordo che sono nato in un piccolo paese della Sicilia e l’unica cosa che mi sono sentito dire in vita mia riguardo i piercing era:

“Prima farlo lì sotto, poi puoi farlo dove vuoi!” diceva mia madre.

“Se vieni in casa con quel coso te lo strappo” controbatteva mio padre.

Ecco ora capite che crescere con l’ansia di carne strappata o di rovinare il pipino risulta una cosa più che lecita aver paura.

Un piercing ha significato molto più di una semplice paura superata.

In realtà questa cosa è servita a farmi avere più consapevolezza dell’indipendenza che stavo e sto costruendo. Se ci pensate un piercing è una di quelle cose che fai e puoi togliere. La ferita si rimargina pressappoco e tutto passa.

La mia vittoria è stata quella di affrontare una paura che poi paura non era, bensì paranoia insensata causata da traumi adolescenziali. Non che sia colpa dei miei genitori, non gliene faccio.

È quello che succede quando si vive in un mondo e lo si vede in un solo modo. Ho imparato a capire che ci sono altre sfaccettature e questo piercing non è solo un abbandono a una paura infondata, al Vincenzo adolescente. Un marchio per ricordarmi di quanto bello sia la vita quando avvengono cose che mai saresti stato in grado di fare un tempo.

Come un tatuaggio. Ma questa è una paura che forse riuscirò a superare nei prossimi mesi (spero non anni).

Nel dubbio Buon Compleanno piercing al capezzolo sinistro, grazie per quello che mi ricordi ogni giorno e per stare al mio (un po’ più su) fianco.

Versione uncensored.

PS: fatemi sapere come avete superato le vostre paure e se mai ne avete avute. Quella del tatuaggio credo sarà la prossima da affrontare per me. Si accettano consigli. 

5 Comments

  • Simone

    Fatto un tatuaggio per esorcizzare la mia paura degli aghi. Due ore a pancia in giù per farmi tatuare il polpaccio, ormai più di due anni fa

  • Stefano

    Dagli un significato al tatuaggio. Il mio è lì che mi aspetta, ho deciso che lo farò quando ci saranno determinate condizioni. È un obiettivo, farlo mi ricorderà (a vita, ed è questo il senso) che ce l’ho fatta a raggiungere un obiettivo di crescita che mi son prefissato; e sarà lì a ricordarmi che potrò farcela anche nelle sfide future.

  • Domenico

    Il tatuaggio? Sai come la penso: una volta fatto uno, ne farai un altro e da li un altro ancora…é una specie di droga.
    Per il piercing…già avuti troppi in passato. Semmai penserei al septum o al più classico al lobo sinistro.

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