Travel

Sognando Marrakech

Quando decidi di visitare una città mai vista, deve scattare qualcosa in te. Qualcosa deve già averti colpito, magari in una vita passata. Non so quando sia successo, ma per Marrakech ho avuto un certo fascino vedendo le foto in giro su Internet.

Questo fascino, poi si è anche esteso in generale per i Paesi del Nordafrica, un po’ come se mi appartenessero.

Sarà il nome esotico che suona bene appena pronunciato, sarà la voglia di caldo a marzo quando ancora a Milano si fa fatica a lasciare la giacca invernale, sarà la voglia di esaudire il proposito dell’anno “quest’anno viaggia e vivi di più” che mi ha portato a prenotare l’aereo per un weekend lungo di metà marzo e a rendere Marrakech la prima città africana da esplorare.

Non sapevo cosa aspettarmi, non sono mai stato in Africa, nonostante i miei amici meneghini doc mi hanno sempre considerato (simpaticamente) l’africano a causa delle mie origini sicule. D’altronde Rosolini, la città da cui vengo, sta più a sud di Tunisi, non hanno tutti i torti.

E poi a dir la verità avevano ragione: a Marrakech ho trovato un clima caldo (28°C a Marzo non sono temperature di fine inverno) e accogliente che quasi mi sembrava di essere tornato a casa.

Uscendo dal Riad e camminando per le strade della Medina, il centro città, riuscivo a sentire l’energia marocchina pervadermi e entrare dentro di me, una sensazione che durante i miei viaggi ho provato difficilmente.

Mi dicevano che a Marrakech sarebbe stato semplice perdersi e in effetti la struttura della città non è molto semplice. Dopo solo qualche ora mi è sembrato di conoscere la città come le mie tasche e di sentirla mia (eccetto quella volta in cui il bus ci ha lasciati in un quartiere lontano persino dalla mappa della mia Lonely Planet).

Marrakech e i suoi colori caldi mi hanno cambiato in qualche modo, mi hanno reso una persona capace di poter anche condividere qualcosa attraverso video e foto, che da tempo facevo fatica a dimostrare per non so quale motivo. È come se questa città avesse sbloccato in me alcune situazioni rimaste in sospeso.

Dal rosso di Marrakech poi è stato anche doveroso il passaggio al bianco di Essaouira, la città che si affaccia sull’Atlantico e località marittima distante circa 3 ore dalla città rossa.

Ed è proprio questa città che ci ha regalato ulteriori sorrisi veri, puri e ancora vivi, quasi una purificazione dopo questa rinascita avuta a Marrakech.

A distanza dal viaggio che ho effettuato nel marzo del 2016 c’è una cosa che ancora faccio fatica a capire: come ho fatto a non visitare Marrakech per 27 anni?

I miei consigli

Mangiare a Marrakech: Tajine di verdure e Pita in Piazza Jemaa el-Fna la sera, la vera esperienza da street food.

Dormire a Marrakech: Spa Riad Dar El Aila, un piccolo Riad a due passi dalla Medina con ottimo personale.

Amare a Marrakech: Tè alla menta, Souq, Palais de la Bahia, Palais El-Badi, Essaouira, Jardin Majorelle.

Enjoy.

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